
La crisi è un’occasione. E’ dura, ma penso non sia sbagliato pensarla così. L’ho sentito dire proprio oggi anche ad Amelia Andersdotter, l’Europarlamentare svedese di soli 24 anni membro del Pirate Party.
E’ un’occasione perché permette di ragionare e decidere per affrontare problemi che nel tempo ordinario, quando le vacche grasse portano l’opinione pubblica ad avere bassa attenzione, si possono mascherare, non dire, non esprimere. La crisi invece smaschera. I giovani della generazione YPSILON in tante parti del mondo, compresa Wall Street, l’hanno capito e soprattutto l’hanno cominciato a dire in piazza.
Questa crisi, lo ripetemmo anche l’anno passato presentando il libro di Edmondo Berselli L’economia giusta, titolo ripreso dall’IRSE presso la Casa dello Studente per il Corso di Cultura Economica che inizierà il prossimo 9 febbraio, non è una crisi passeggera, ma una crisi sistemica. Una crisi che chiede d’essere affrontata non solo con le toppe ma anche con le riforme.
Una crisi che chiede cambiamenti sistemici, che portino la linea di azione della politica di fronte alle regole e non solo ai provvedimenti tampone.
La politica ha l’occasione di ristabilire almeno in parte la gerarchia democratica nei confronti dell’economia globale, nella sua articolazione finanziaria e reale.
Per esempio accordandosi per inserire una regola che tassi le transazioni finanziarie.
L’idea non è peregrina. Che sia tempo di introdurre una TTF (tassa sulle Transazioni Finanziarie). per esempio l’hanno detto un migliaio di economisti qualificati, passando da Paul Krugman a Jospeh Stiglitz.
Ora pare che anche la politica si stia muovendo, da Sarkozy, alla Merkel fino a Mario Monti, il coro dei consensi continua a crescere. Anche il Parlamento Europeo si è più volte pronunciato a favore, già nel 2010 e poi anche nel 2011.
L’appuntamento di lancio della campagna zerozerocinque realizzato venerdì 20 gennaio alla sala della bastia del castello di Torre, con gli interventi di Anna Fasano, Michelangelo Agrusti e Giorgio Simonetti, è nato proprio dall’aver colto nella gente la consapevolezza di volere/dovere aprire una nuova stagione che curi l’economia malata a partire non solo dalle medicine immediate, ma soprattutto dalla prevenzione. Dopo la rianimazione, ogni infartuato che sopravvive si deve sottoporre a regimi di vita diversi…!
Racconto tre recenti episodi personali che a mio giudizio offrono indicazioni preziose sul cambio di clima di cui sto parlando.
A scuola, in dicembre parlando della crisi del ’29, un ragazzo di 14 anni mi ha chiesto in maniera disinvolta e impertinente: ma com’è possibile che i soldi fatti con i soldi siano più facili dei soldi fatti con la fatica e l’impegno? Poiché conosco la famiglia, preciso anche che il papà è cassintegrato dalla primavera…
Il primo dell’anno al santuario della madonna delle lacrime a Trevi, di fronte ad un magnifico affresco del Perugino dedicato alla natività, ho sentito con le mie orecchie un vescovo che dal pulpito ha avuto il coraggio di chiamare “briganti assassini”, gli speculatori che stanno mettendo in ginocchio l’economia mondiale.
Allora in rapida sequenza mi sono deciso a fare un test con una provocazione bella e buona. La sera del primo dell’anno, in una casa di amici di amici a Foligno, perciò in contesto non del tutto amicale, a cena, nel mezzo di una conversazione sull’anno che verrà… sono sbottato con un po’ di voce: “Ma come, per l’attentato dell’11 settembre si sono mobilitati tutti per dieci anni, con due invasioni e due guerre per dare la caccia ai colpevoli (spendendo valanghe di denaro e causando molte migliaia di morti) mentre ora che, invece che colpire i simboli dell’economia mondiale, viene colpita l’economia vera e propria, nessuno dà la caccia ai colpevoli è tutti inghiottono il conto con tutto quello che comporta?
Volete sapere che reazione c’è stata? Subito dopo aver visto tutti i colli dei presenti far uscire lo sguardo dal piatto, ecco che subito il padrone di casa, un dentista benestante, se n’è uscito, tanto inaspettato quanto preciso: “ma sai che hai proprio ragione!”
Ecco, questi son segnali dal basso che non si possono trascurare.
Con l’appuntamento di promozione della campagna zerozerocinque abbiamo voluto aprire una finestra e dialogare, convinti che anche i più sospettosi e culturalmente distanti, se saremo costanti nel rendere presenti le nostre ragioni, o si convinceranno, o saranno cacciati a pedate dalla storia. Non ci sentiamo illusi. Come ha insegnato Gandhi, a rifletterci bene, nella storia briganti e assassini paiono in un primo tempo primeggiare, ma poi finiscono sempre per essere sconfitti.
E non è certo un bel mestiere essere tra quelli che si attardano a difenderli.
A noi spetta il compito difficile, per dirla alla Battiato, di cogliere l’alba dentro l’imbrunire.